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Qui ci sono tutte le figure storiche citate da Oh!Great nel suo fantastico fumetto, la loro biografia , la loro bibliografia e le loro citazioni. Un piccolo VADEMECUM utile per comprendere meglio l'opera omnia dell'autore.
BON-MO KAI GYO
Citazioni
LAO-TSU
Citazioni
MUSASHI MIYAMOTO
Citazioni
NORIKAGE ASAKURA
Citazione
SOHO TAKUAN
Citazione
dal KOJIKI
Citazione
SUN ZI (SUN TSU)
Citazione
YAMAMOTO TSUNEMOTO
Citazione
YUKIO MISHIMA
Citazione
BON-MO KAI GYO
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"Se porti in te stesso il peccato più infimo, il tuo spirito deve rispondervi con il timore e il terrore. Se commetti uno sbaglio, pentitene sinceramente e prendi la risoluzione di non trasgredire mai più"
LAO-TSU
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vol.27 "Muore chi vive nell'osare pone il coraggio, vive chi nel non osare pone il coraggio:di questi due l'uno è profitto e l'altro è danno"
da: Tao te Ching
vol.30 Il Cielo è perpetuo e la Terra perenne. la ragione per cui il Cielo può essere perpetuo e la Terra perenne è che non vivono per se stessi: perciò possono vivere più a lungo"
da: Tao te Ching
vol.31 "Chi colma ciò che possiede meglio farebbe a desistere, chi batte a fino ciò che è appuntito non lo mantiene a lungo intatto. Un palazzo colmo d'oro e di gemme non si può conservare, chi si fa' arrogante perché ricco e nobile procura da sé la sua rovina.A opera compiuta ritrarsi è la Via del Cielo "
da: Tao te Ching
vol.32 "Chi conosce l'eternità è illuminato, chi non la conosce insensatamente provoca sventure"
da: Tao te Ching
vol.33 "Ecco che son l'armi: strumenti del malvagio non strumenti del saggio, il quale li adopra solo se non può farne a meno."
da: Tao te Ching
vol.34 "Chi conosce gli altri è sapiente, chi conosce se stesso è illuminato. Chi vince gli altri è potente, chi vince se stesso è forte. "
da: Tao te Ching
da: Tao te Ching
vol.30 Il Cielo è perpetuo e la Terra perenne. la ragione per cui il Cielo può essere perpetuo e la Terra perenne è che non vivono per se stessi: perciò possono vivere più a lungo"
da: Tao te Ching
vol.31 "Chi colma ciò che possiede meglio farebbe a desistere, chi batte a fino ciò che è appuntito non lo mantiene a lungo intatto. Un palazzo colmo d'oro e di gemme non si può conservare, chi si fa' arrogante perché ricco e nobile procura da sé la sua rovina.A opera compiuta ritrarsi è la Via del Cielo "
da: Tao te Ching
vol.32 "Chi conosce l'eternità è illuminato, chi non la conosce insensatamente provoca sventure"
da: Tao te Ching
vol.33 "Ecco che son l'armi: strumenti del malvagio non strumenti del saggio, il quale li adopra solo se non può farne a meno."
da: Tao te Ching
vol.34 "Chi conosce gli altri è sapiente, chi conosce se stesso è illuminato. Chi vince gli altri è potente, chi vince se stesso è forte. "
da: Tao te Ching
MUSASHI MIYAMOTO
Musashi Miyamoto (pron:musasci miamoto) nasce nel 1584 nel villaggio di Miyamoto, da cui trae il nome, nella provincia di Mimasaka, a 16 anni nel 1600 partecipa alla battaglia di Sekigahara (pron:sechigaara) dalla parte degli sconfitti... (quindi contro i Tokugawa pron. tochugaua).
E' stato ronin (samurai senza padrone) per tutta la vita, son ben lungi i tempi dell'Hagakure. Afferma di essere stato invincibile , il suo primo addestratore fù suo padre utilizzando il jiitte (pron.:giitte) , lunga spada di ferro, provava avversione per l'igiene e per il bagno oltre ad essere misogeno(considerava le donne inferiore) anche se si sà che ebbe un grande amore, era un esperto combattente, di strategia, ma anche pittore e calligrafo. Scrisse il suo capolavoro Gorin no sho (pron.:gorin no sciò), Il libro dei cinque anelli nel 1645, praticamente alla fine della vita.
Credeva nel superuomo, un uomo con un forte ego, come esperto combattente, fece sua la massima del buddismo zen « Se incontri il buddha (cioè il maestro) per strada, uccidilo » dichiara pertanto di non aver avuto nessun maestro,ed era della concezione che ogni arte doveva condurre all'illuminismo (cioè satori pron.: satori ), quindi anche la scherma. Nel suo libro esprime due concetti:
1. Due cieli:una scuola (la Niten Ichiryu pron.: niten isciriu ): Concezione esoterica di cui dà pochi cenni nel libro, lascia aperto dubbi (modo di scrivere tanto caro in Oriente), potrebbe essere il samurai che come possiede due spade può avere anche due cieli.
2. Due spade: una scuola (la Nito Ichiryu pron.: nito isciriu ):
É molto più chiaro e preciso,
· Il samurai deve usare due spade, quella lunga e quella corta.
· Impara le sue arti alla luce del sole, senza tenere alcun segreto.
· Raccoglie un surplus di forza dall'ombra nei momenti di crisi.
· Il samurai non è un guerrafondaio, ma un uomo che conosce le proprie forze e tenta di misurarsi con quella di un altro.
In breve si può dire che le divergenze con le opere di strategia cinese (ed in primis Sun Zi ) si trovano nel fatto che Musashi afferma che bisogna essere i primi a combattere, che il duello prima si finisce meglio è, e che l'obiettivo finale è la sconfitta dell'avversario, le similitudini si trovano invece nell'affermazione che ogni mezzo è lecito per combattere, e che la strategia d'attacco deve anche dipendere dalla posizione dell'avversario. Oggi il libro è letto moltissimo dai broker di Wall Street che lo ritengono di grande insegnamento per la loro quotidiana "lotta" nella giungla dell'economia.
E' stato ronin (samurai senza padrone) per tutta la vita, son ben lungi i tempi dell'Hagakure. Afferma di essere stato invincibile , il suo primo addestratore fù suo padre utilizzando il jiitte (pron.:giitte) , lunga spada di ferro, provava avversione per l'igiene e per il bagno oltre ad essere misogeno(considerava le donne inferiore) anche se si sà che ebbe un grande amore, era un esperto combattente, di strategia, ma anche pittore e calligrafo. Scrisse il suo capolavoro Gorin no sho (pron.:gorin no sciò), Il libro dei cinque anelli nel 1645, praticamente alla fine della vita.
Credeva nel superuomo, un uomo con un forte ego, come esperto combattente, fece sua la massima del buddismo zen « Se incontri il buddha (cioè il maestro) per strada, uccidilo » dichiara pertanto di non aver avuto nessun maestro,ed era della concezione che ogni arte doveva condurre all'illuminismo (cioè satori pron.: satori ), quindi anche la scherma. Nel suo libro esprime due concetti:
1. Due cieli:una scuola (la Niten Ichiryu pron.: niten isciriu ): Concezione esoterica di cui dà pochi cenni nel libro, lascia aperto dubbi (modo di scrivere tanto caro in Oriente), potrebbe essere il samurai che come possiede due spade può avere anche due cieli.
2. Due spade: una scuola (la Nito Ichiryu pron.: nito isciriu ):
É molto più chiaro e preciso,
· Il samurai deve usare due spade, quella lunga e quella corta.
· Impara le sue arti alla luce del sole, senza tenere alcun segreto.
· Raccoglie un surplus di forza dall'ombra nei momenti di crisi.
· Il samurai non è un guerrafondaio, ma un uomo che conosce le proprie forze e tenta di misurarsi con quella di un altro.
In breve si può dire che le divergenze con le opere di strategia cinese (ed in primis Sun Zi ) si trovano nel fatto che Musashi afferma che bisogna essere i primi a combattere, che il duello prima si finisce meglio è, e che l'obiettivo finale è la sconfitta dell'avversario, le similitudini si trovano invece nell'affermazione che ogni mezzo è lecito per combattere, e che la strategia d'attacco deve anche dipendere dalla posizione dell'avversario. Oggi il libro è letto moltissimo dai broker di Wall Street che lo ritengono di grande insegnamento per la loro quotidiana "lotta" nella giungla dell'economia.
vol.3 "Quando siamo di fronte a qualcosa di sconosciuto, spesso proviamo paura. Nelle grandi battaglie non è possibile spaventare il nemico mostrandosi fisicamente, ma lo si può fare con un grande rumore, o ingannandolo perchè uno spento manipolo di persone sembri un esercito agguerrito, o attaccandolo improvvisamente sul fianco. Anche in duello si può spaventare l'avversario con il corpo, con la spada o con un grido. Bisoggna sorprenderlo con qualcosa che non si attende e sfruttare il suo timore per batterlo. Occorre studiare con molta attenzione."
vol.6 "Quando vinci un avversario e ti sembra che lui ne abbia abbastanza, se il suo spirito di combattimento non è stato distrutto nel profondo del cuore, egli non accetterà la sconfitta. 'Andare fino in fondo' significa non abbandonarsi al sentimento di vittoria e uccidere totalmente il suo spirito di combattimento.Devi sconfiggerlo sin nel profondo dell'anima ed essere molto sicuro di esserci riuscito"
vol.18 "Riconoscere le situazioni favorevoli significa decidere come muovere le proprie truppe e quale strategia adottare per conseguire con certezza la vittoria"
vol.21 "Nel combattere non bisogna assumere una posizione rigida, ma bisogna mantenersi in continuo movimento con il pensiero diretto a colpire l'avversario "
vol.22 "Brandite la spada lunga con scioltezza stringendola tra il pollice e l'indice, il medio non deve essere né teso, né troppo rilassato, e le altre due dita contratte"
vol.23 "Un uomo calcolatore è un codardo, dico questo perché tutti i calcoli hanno a che fare con il profitto e la perdita, e di perdite e di profitti si preoccupa costui"
vol.6 "Quando vinci un avversario e ti sembra che lui ne abbia abbastanza, se il suo spirito di combattimento non è stato distrutto nel profondo del cuore, egli non accetterà la sconfitta. 'Andare fino in fondo' significa non abbandonarsi al sentimento di vittoria e uccidere totalmente il suo spirito di combattimento.Devi sconfiggerlo sin nel profondo dell'anima ed essere molto sicuro di esserci riuscito"
vol.18 "Riconoscere le situazioni favorevoli significa decidere come muovere le proprie truppe e quale strategia adottare per conseguire con certezza la vittoria"
vol.21 "Nel combattere non bisogna assumere una posizione rigida, ma bisogna mantenersi in continuo movimento con il pensiero diretto a colpire l'avversario "
vol.22 "Brandite la spada lunga con scioltezza stringendola tra il pollice e l'indice, il medio non deve essere né teso, né troppo rilassato, e le altre due dita contratte"
vol.23 "Un uomo calcolatore è un codardo, dico questo perché tutti i calcoli hanno a che fare con il profitto e la perdita, e di perdite e di profitti si preoccupa costui"
NORIKAGE ASAKURA
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vol.13 "Benché un guerriero venga definito un cane o una belva, per lui l'importante è vincere"
SOHO TAKUAN
Il monaco Zen Takuan (1573-1645) (pron. tachuan) della setta Rinzai non era solo un esperto della arti marziali (ne ebbe un'influenza notevole all'epoca, vedi Yamamoto Tsunemoto (pron. iamamoto zunemoto) con il suo Hagakure (pron.agachure) e Musashi Miyamoto (pron.musasci miamoto) con il suo Libro dei Cinque Anelli) ma anche calligrafo, pittore, poeta, maestro dell'arte del giardinaggio e del the, consigliere di Yagyu Munemori (pron: iaghiu munemori), a cui dedicò il Fudochi Shin Myu Roku (pron. fudoci scin miu rochu)che a tutti gli effetti può essere considerati il primo testo che dichiara la Via della Spada non solo tecnica per uccidere, ma anche percorso per il miglioramento individuale.
Vol.9 "Poichè sono un artista nelle arti marziali, non combatto per vincere o perdere, e non mi preoccupo della forza o della debolezza; sono imperturbabile. Il nemico non si accorge di me, né io di lui. Penetrando in una dimensione in cui Cielo e Terra non sono ancora distinti l'uno dall'altro, in cui Yin e Yang non sono ancora giunti, ottengo di certo e subito un effetto"
dal KOJIKI
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Vol.29 "Vorrei stringere il tuo corpo cigno in volo sopra l'eterno, profumato monte del cielo flessuoso e sottile. Vorrei giacerti accanto ma all'orlo della veste che hai indosso già è spuntata la luna"
SUN ZI (SUN TSU)
Sun Zi (Sun Tsu) è nato tra il VI e il V secolo A.C. nasce a Qui (stato occidentale a nord della penisola di Shantung) e si trasferì nello stato di Wu (paese di frontiera di cultura proto-malese) per lavorare alle dipendenze del Re locale, lo stato poi venne conquistato dal regno più potente di Yue (cultura d'estradizione proto-vietnamita), è l'autore del libro conosciuto in occidente con il titolo L'arte della guerra, che si instaura nel filone dell'antica scuola cinese di strategia (bing jia ) con il nome di Sun Zin bing fa .
Il testo non religioso più importante dell'antichità scritto all'incirca 2500 anni fà ha una storia alquanto articolata:
Inanzitutto sull'autore molti aneddoti sono stati raccontati, prendiamo ad esempio quello di Sima Qian (lo storico più famoso dell' antichità) : Il re di Wu gli propose di addestrare le sue concubine per testare le sue capacità, le concubine non prendevano sul serio l'addestramento e Sun Zi ordinò che due venissero decapitate come avvertimento, il re che amava molto le sue concubine si rifiutò, ma Sun Zi disse che il generale in battaglia poteva non obbedire al re (è uno dei principi di Sun Zi), allora il re accondiscese, ma alorquando le truppe erano pronte il re si rifiutò di controllarle, e Sun Zi disse "Il Re preferisce le vane parole ai fatti". Inoltre si parlano di fantomatiche vittorie sugli stati di Chu, Qui e Jin.
In seguito sono giunti a noi testi che dichiarano che vi fossero 13 capitoli oppure 82 oppure con 100.000 caratteri ( quelli in nostro possesso ne contengono poco più di 5.000, ndr ), e aggiungendo il fatto che nessuno prima di allora (in Oriente) avesse scritto di sua mano e da solo un testo, si è arrivato a dichiarare che l'opera da noi giunta fosse stata modificata in epoche recenti e formulata da più persone.
Ma nel 1972 presso YinQueshan si ritrovarono due pergamene che avvallarono l'esistenza dei 13 capitoli di Sun Zi prima che gli autori sospetti (ad esempio Cao Cao) potessero averlo modificato. Ed inoltre la coerenza logica che si evince dall'opera è unica, unica anche per quanto riguarda l'antichità cinese.
Tutto ciò porta alla conclusione che l'autore non doveva essere un ufficiale di alto rango ed è proprio per questo che gli antichi narratori cinesi proprio non credendo che un uomo "qualunque" avesse potuto fare una opera simile si inventarono aneddoti e mirabolanti vittorie (nell'antichità cinese era abitudine dare a persone famose di discendenza divine le vittorie o le invenzioni più importante, e proprio il fatto che Sun Zi non è una figura della cultura leggendaria cinese che paradossalmente ciò avvalla l'esistenza dell'autore).Ed infine ai 13 capitoli si aggiunsero opere di strategia pura e semplice di altri generali, quali Sun Bi, che incrementarono il numero di capitoli e di caratteri.
Per quanto concerne i principi fondamentali espressi dall'opera si può sintetizzare tutto in questi punti:
1. i mezzi militari per quanto possibile devono essere evitati.
2. l'importante sono i calcoli (i progetti) (ji)
3. la pianificazione strategica (mou)
4. ogni azione deve essere preceduta da un attento studio delle forze in campo non solo amiche, ma anche nemiche
5. la guerra deve essere mossa con tutti i mezzi possibili
6. il nemico lo si deve sconfiggere nei suoi punti deboli, non con la sopraffazione, utilizzando il concetto di Pienezza (shu) e di Vuoto (xu) del taoismo
7. la guerra è la via dell'inganno, bisogna cambiare Forma (xing) ripetutamente per ingannare il nemico
8. è fondamentale il raggiungimento del profitto (li), il massimo profitto (quan li) è quando non solo le nostre forze, ma anche quelle nemiche restano intatte dopo aver vinto
9. una strategia deve avere inizio con un'azione diretta (zheng) nota a tutti e finire con un'azione indiretta (qu) nota solo al generale.
L'opera di Sun Zi ancora oggi è ritenuto manuale di insegnamenti pratici di grande validità e attualità, per anni in Cina era un libro proibito,ed è noto come MaoZedong ne trasse ispirazione per la sua resistenza, ma anche Jiang Jien (Chang K'ai schek), i vietnamiti ed i giapponesi (ne stamparono a migliaia di copie durante la seconda guerra mondiale) ne furono discepoli. Ma non solo l'opera di Sun Zi ha valore in campo militare ma era ritenuto anche testo fondamentale per:
1. il management ed il profitto
2. la sfera sessuale (competizione tra uomo e donna)
3. la creatività artistica (in primis la calligrafia cinese)
4. il successo individuale
5. le tecniche di combattimento quali lo judo giapponese e il gong fu cinese.
Il testo non religioso più importante dell'antichità scritto all'incirca 2500 anni fà ha una storia alquanto articolata:
Inanzitutto sull'autore molti aneddoti sono stati raccontati, prendiamo ad esempio quello di Sima Qian (lo storico più famoso dell' antichità) : Il re di Wu gli propose di addestrare le sue concubine per testare le sue capacità, le concubine non prendevano sul serio l'addestramento e Sun Zi ordinò che due venissero decapitate come avvertimento, il re che amava molto le sue concubine si rifiutò, ma Sun Zi disse che il generale in battaglia poteva non obbedire al re (è uno dei principi di Sun Zi), allora il re accondiscese, ma alorquando le truppe erano pronte il re si rifiutò di controllarle, e Sun Zi disse "Il Re preferisce le vane parole ai fatti". Inoltre si parlano di fantomatiche vittorie sugli stati di Chu, Qui e Jin.
In seguito sono giunti a noi testi che dichiarano che vi fossero 13 capitoli oppure 82 oppure con 100.000 caratteri ( quelli in nostro possesso ne contengono poco più di 5.000, ndr ), e aggiungendo il fatto che nessuno prima di allora (in Oriente) avesse scritto di sua mano e da solo un testo, si è arrivato a dichiarare che l'opera da noi giunta fosse stata modificata in epoche recenti e formulata da più persone.
Ma nel 1972 presso YinQueshan si ritrovarono due pergamene che avvallarono l'esistenza dei 13 capitoli di Sun Zi prima che gli autori sospetti (ad esempio Cao Cao) potessero averlo modificato. Ed inoltre la coerenza logica che si evince dall'opera è unica, unica anche per quanto riguarda l'antichità cinese.
Tutto ciò porta alla conclusione che l'autore non doveva essere un ufficiale di alto rango ed è proprio per questo che gli antichi narratori cinesi proprio non credendo che un uomo "qualunque" avesse potuto fare una opera simile si inventarono aneddoti e mirabolanti vittorie (nell'antichità cinese era abitudine dare a persone famose di discendenza divine le vittorie o le invenzioni più importante, e proprio il fatto che Sun Zi non è una figura della cultura leggendaria cinese che paradossalmente ciò avvalla l'esistenza dell'autore).Ed infine ai 13 capitoli si aggiunsero opere di strategia pura e semplice di altri generali, quali Sun Bi, che incrementarono il numero di capitoli e di caratteri.
Per quanto concerne i principi fondamentali espressi dall'opera si può sintetizzare tutto in questi punti:
1. i mezzi militari per quanto possibile devono essere evitati.
2. l'importante sono i calcoli (i progetti) (ji)
3. la pianificazione strategica (mou)
4. ogni azione deve essere preceduta da un attento studio delle forze in campo non solo amiche, ma anche nemiche
5. la guerra deve essere mossa con tutti i mezzi possibili
6. il nemico lo si deve sconfiggere nei suoi punti deboli, non con la sopraffazione, utilizzando il concetto di Pienezza (shu) e di Vuoto (xu) del taoismo
7. la guerra è la via dell'inganno, bisogna cambiare Forma (xing) ripetutamente per ingannare il nemico
8. è fondamentale il raggiungimento del profitto (li), il massimo profitto (quan li) è quando non solo le nostre forze, ma anche quelle nemiche restano intatte dopo aver vinto
9. una strategia deve avere inizio con un'azione diretta (zheng) nota a tutti e finire con un'azione indiretta (qu) nota solo al generale.
L'opera di Sun Zi ancora oggi è ritenuto manuale di insegnamenti pratici di grande validità e attualità, per anni in Cina era un libro proibito,ed è noto come MaoZedong ne trasse ispirazione per la sua resistenza, ma anche Jiang Jien (Chang K'ai schek), i vietnamiti ed i giapponesi (ne stamparono a migliaia di copie durante la seconda guerra mondiale) ne furono discepoli. Ma non solo l'opera di Sun Zi ha valore in campo militare ma era ritenuto anche testo fondamentale per:
1. il management ed il profitto
2. la sfera sessuale (competizione tra uomo e donna)
3. la creatività artistica (in primis la calligrafia cinese)
4. il successo individuale
5. le tecniche di combattimento quali lo judo giapponese e il gong fu cinese.
Vol.4 : "Fa' uso della collera per confonderli, dell'umiltà per renderli arroganti, fà crollare loro i nervi con l'arguzia, sii fra loro motivi di discordia. Attaccali quando sono impreparati sferra il colpo quando meno se lo aspettano. Sii tanto sottile da essere informe, tanto silenzioso da essere impercettibile. Solo così potrai essere artefice del destino del tuo nemico"
Vol.7 : "Le Questioni belliche seguono il Dao dell'inganno. Perciò, se si è capaci bisogna dimostrarsi incapaci, e se si è attivi bisogna dimostrarsi inattivi. Quando si è vicini bisogna dare l'impressione di essere ancora lontani, e quando si è lontani quella di essere vicini. Si tenti il nemico facendolo sentire in vantaggio, e lo si schiacci fingendosi confusi. Con un nemico compatto si stia pronto al confronto, ma un nemico troppo forte va fuggito"
Vol.11 : "Gli abili guerrieri dell'antichità agivano innanzitutto in modo da non poter essere vinti, e attendevano il momento in cui poter vincere il nemico. Dal momento che l'invincibilità dipende da noi stessi e che il suo opposto dipende dall'avversario, gli abili guerrieri possono rendersi invincibili, ma non possono far sì che il nemico sia sicuramente battibilie"
Vol.15 : "Chi si attesta per primo sul campo di battaglia, e ivi attende l'avversario, è più fresco; vchi vi giunge per ultimo, e si affretta all'attacco, è invece affaticato. L'abile guerriero fa quindi in modo che gli altri vengano a lui, ed evita il contrario"
Vol.7 : "Le Questioni belliche seguono il Dao dell'inganno. Perciò, se si è capaci bisogna dimostrarsi incapaci, e se si è attivi bisogna dimostrarsi inattivi. Quando si è vicini bisogna dare l'impressione di essere ancora lontani, e quando si è lontani quella di essere vicini. Si tenti il nemico facendolo sentire in vantaggio, e lo si schiacci fingendosi confusi. Con un nemico compatto si stia pronto al confronto, ma un nemico troppo forte va fuggito"
Vol.11 : "Gli abili guerrieri dell'antichità agivano innanzitutto in modo da non poter essere vinti, e attendevano il momento in cui poter vincere il nemico. Dal momento che l'invincibilità dipende da noi stessi e che il suo opposto dipende dall'avversario, gli abili guerrieri possono rendersi invincibili, ma non possono far sì che il nemico sia sicuramente battibilie"
Vol.15 : "Chi si attesta per primo sul campo di battaglia, e ivi attende l'avversario, è più fresco; vchi vi giunge per ultimo, e si affretta all'attacco, è invece affaticato. L'abile guerriero fa quindi in modo che gli altri vengano a lui, ed evita il contrario"
YAMAMOTO TSUNEMOTO
Yamamoto Tsunemoto (pron. iamamoto zunemoto) fù al servizio del daimyou Nabeshima Mitsuhige (1632-1700) (pron. nabescima mizuhighe) del feudo di Saga - clan famoso per essersi contrapposto a quello dei Tokugawa - fino alla morte di esso, dopodiché divenne monaco buddhista con il nome di Jouchou (pron.giuciu) e si ritirirò nel monastero Kurotsuchibaru (pron.churozucibaru) a dodici chilometri da Saga.
Fu proprio in questo periodo che compose, con l'aiuto dell'allievo Tashiro Tsuramoto (pron.tasciro zuramoto) il capolavoro noto come Hagakure (pron.(h)agachure)(che ha il significato di "nascosto dalle foglie" oppure all' "ombra delle foglie"; il titolo completo era Hagakure Kikigaki (pron.(h)agakure chichigachi) che significava "annotazioni su cose udite all'ombra delle foglie") l'opera sullo spirito e il codice del samurai (cioè il "bushido"= via del guerriero) che per centocinquant'anni circolò segretamente fra i samurai. Bisogna ben ricordare che Yamamoto Tsunemoto, alla sua morte, ne aveva chiesto la distruzione, ma il suo allievo Tashiro Tsuramoto disobbedì.
Gli 11 capitoli dell' opera sono una summa delle esperienze di altri maestri, di confucianesimo (come Ishida Ittei pron.iscida ittei), buddhismo zen (eliminazione dell'io, "nulla è necessario"), parlano della morte del samurai come fine e mezzo ultimo e di senso del dovere assoluto di quest'ultimo nei confronti del signore.
Le influenze dell'opera si sono susseguite nel tempo, quando nel 1906 fu pubblicato subì la strumentalizzazione del militarismo nazionalista dell'epoca (bisogna ricordare come il generale Tojo pron. togio alla fine della guerra per discolpare il suo imperatore dalla responsabilità della sconfitta se ne assunse suicidandosi, rispettando quindi lo spirito di assoluta dipendenza dal signore sancito nell'opera), non solo ma influenzò profondamente lo scrittore Mishima Yukio (pron.miscima iuchio ) che ne ha dato anche una sua versione nel libro "La Via del samurai".
Fu proprio in questo periodo che compose, con l'aiuto dell'allievo Tashiro Tsuramoto (pron.tasciro zuramoto) il capolavoro noto come Hagakure (pron.(h)agachure)(che ha il significato di "nascosto dalle foglie" oppure all' "ombra delle foglie"; il titolo completo era Hagakure Kikigaki (pron.(h)agakure chichigachi) che significava "annotazioni su cose udite all'ombra delle foglie") l'opera sullo spirito e il codice del samurai (cioè il "bushido"= via del guerriero) che per centocinquant'anni circolò segretamente fra i samurai. Bisogna ben ricordare che Yamamoto Tsunemoto, alla sua morte, ne aveva chiesto la distruzione, ma il suo allievo Tashiro Tsuramoto disobbedì.
Gli 11 capitoli dell' opera sono una summa delle esperienze di altri maestri, di confucianesimo (come Ishida Ittei pron.iscida ittei), buddhismo zen (eliminazione dell'io, "nulla è necessario"), parlano della morte del samurai come fine e mezzo ultimo e di senso del dovere assoluto di quest'ultimo nei confronti del signore.
Le influenze dell'opera si sono susseguite nel tempo, quando nel 1906 fu pubblicato subì la strumentalizzazione del militarismo nazionalista dell'epoca (bisogna ricordare come il generale Tojo pron. togio alla fine della guerra per discolpare il suo imperatore dalla responsabilità della sconfitta se ne assunse suicidandosi, rispettando quindi lo spirito di assoluta dipendenza dal signore sancito nell'opera), non solo ma influenzò profondamente lo scrittore Mishima Yukio (pron.miscima iuchio ) che ne ha dato anche una sua versione nel libro "La Via del samurai".
Vol.1 : " Secondo gli antichi il samurai deve spiccare per la sua caparbietà. Ciò che é fatto con moderazione può essere giudicato insufficiente. E' necessario 'esagerare' per agire rettamente. Non bisogna dimenticare questo principio."
Vol.2 : " Shida Kichinosuke disse 'Se non ti rimane nulla da perdere e puoi scegliere tra la vita e la morte, è meglio vivere'. Ma questo è un paradosso perchè egli affermava anche: 'Quando puoi scegliere tra andare e restare, è meglio restare'. Un corollario di ciò potrebbe essere ' Quando puoi scegliere tra mangiare e non mangiare, è meglio astenersi dal cibo. Quando puoi scegliere tra morire e non morire, è meglio morire"
Vol.5 : "Tra le parole pronunciate dai grandi generali, ce ne sono alcune che furono dette in modo brusco. Tuttavia, le si dovrebbe prendere ugualmente in considerazione."
Vol.8 : "Le parole e le azioni dell'uomo valoroso saranno sempre conformi alla Via del samurai e stimate dagli altri. Ma se ci domandiamo come dobbiamo agire, rimaniamo senza risposta. Una poesia dice: 'Quando il tuo cuore chiama, come rispondi?'. Queste parole sono fondamentali per coloro che seguono la Via del samurai"
Vol.10 : "Esiste un detto che afferma: 'Quando le acque salgono, la barca fà altrettanto'. In altri termini, di fronte al bisogno l'ingegno si agguzza. E' vero che gli uomini coraggiosi coltivano tanto più assiduamente le loro qualità, quanto maggiori sono le difficoltà con cui si confrontano. E' un errore imperdonabile lasciarsi abbattere dalle prove"
Vol.12 : " Ai giovani samurai si devono insegnare le virtù marziali, così che ciascuno di loro sia convinto di essere il guerriero più valoroso del Giappone. Al contempo ogni giorno i giovani samurai devono valutare i loro progressia sulla Via e sbarazzarsi al più presto delle imperfezioni. Questo esame quotidiano è la condizione per raggiungere lo scopo prefissato"
Vol.14 : "Si racconta che al termine di ogni riunione del suo clan Oki Hyobu dicesse sempre: 'I giovani devono sforzarsi di accrescere la loro determinazione e il loro coraggio. Ciò è possibile solo se il coraggio è radicato nel cuore. Quando la spada è spezzata, bisogna attaccare con le mani. Quando le mani sono amputate, è necessario servirsi delle spalle. Quando le spalle sono ferite, bisogna mordere il collo di dieci e persino quindici avversari. Ecco cos'è il coraggio"
Vol.16 : "Se una persona giunge alla gloria troppo in fretta, avrà tanti nemici e non concluderà nulla. Se la raggiunge gradualmente, avrà molti alleati e sarà felice"
Vol.17 : "Le persone di talento maturano lentamente, dice un proverbio. Senza impiegare venti o trenta anni di lavoro non si possono compiere grandi imprese"
Vol.19 : "Nella Pratica dell'ascesi non è bene osservare due metodi diversi. Devi seguire la Via del Samurai con tutto il tuo essere, lasciando da parte ogni altra disciplina"
Vol.20 : "Per un samurai una sola parola, detta aproposito è di grande importanza. Questa sola parola rivela agli altri il suo coraggio "
Vol.23 : "Un uomo calcolatore è un codardo, dico questo perché tutti i calcoli hanno a che fare con il profitto e la perdita, e di perdite e di profitti si preoccupa costui"
Vol.25 : "Quando si esaminano gli avvenimenti del passato, si apportano varie interpretazioni e non si può dare un giudizio definitivo. Perciò, è meglio lasciare le cose come sono, quando non si possono capire"
Vol.26 : "Se sei un uomo di energia, le tue parole e le tue azioni saranno sempre conformi alla Via del Samurai e sarai apprezzato dagli altri"
Vol.2 : " Shida Kichinosuke disse 'Se non ti rimane nulla da perdere e puoi scegliere tra la vita e la morte, è meglio vivere'. Ma questo è un paradosso perchè egli affermava anche: 'Quando puoi scegliere tra andare e restare, è meglio restare'. Un corollario di ciò potrebbe essere ' Quando puoi scegliere tra mangiare e non mangiare, è meglio astenersi dal cibo. Quando puoi scegliere tra morire e non morire, è meglio morire"
Vol.5 : "Tra le parole pronunciate dai grandi generali, ce ne sono alcune che furono dette in modo brusco. Tuttavia, le si dovrebbe prendere ugualmente in considerazione."
Vol.8 : "Le parole e le azioni dell'uomo valoroso saranno sempre conformi alla Via del samurai e stimate dagli altri. Ma se ci domandiamo come dobbiamo agire, rimaniamo senza risposta. Una poesia dice: 'Quando il tuo cuore chiama, come rispondi?'. Queste parole sono fondamentali per coloro che seguono la Via del samurai"
Vol.10 : "Esiste un detto che afferma: 'Quando le acque salgono, la barca fà altrettanto'. In altri termini, di fronte al bisogno l'ingegno si agguzza. E' vero che gli uomini coraggiosi coltivano tanto più assiduamente le loro qualità, quanto maggiori sono le difficoltà con cui si confrontano. E' un errore imperdonabile lasciarsi abbattere dalle prove"
Vol.12 : " Ai giovani samurai si devono insegnare le virtù marziali, così che ciascuno di loro sia convinto di essere il guerriero più valoroso del Giappone. Al contempo ogni giorno i giovani samurai devono valutare i loro progressia sulla Via e sbarazzarsi al più presto delle imperfezioni. Questo esame quotidiano è la condizione per raggiungere lo scopo prefissato"
Vol.14 : "Si racconta che al termine di ogni riunione del suo clan Oki Hyobu dicesse sempre: 'I giovani devono sforzarsi di accrescere la loro determinazione e il loro coraggio. Ciò è possibile solo se il coraggio è radicato nel cuore. Quando la spada è spezzata, bisogna attaccare con le mani. Quando le mani sono amputate, è necessario servirsi delle spalle. Quando le spalle sono ferite, bisogna mordere il collo di dieci e persino quindici avversari. Ecco cos'è il coraggio"
Vol.16 : "Se una persona giunge alla gloria troppo in fretta, avrà tanti nemici e non concluderà nulla. Se la raggiunge gradualmente, avrà molti alleati e sarà felice"
Vol.17 : "Le persone di talento maturano lentamente, dice un proverbio. Senza impiegare venti o trenta anni di lavoro non si possono compiere grandi imprese"
Vol.19 : "Nella Pratica dell'ascesi non è bene osservare due metodi diversi. Devi seguire la Via del Samurai con tutto il tuo essere, lasciando da parte ogni altra disciplina"
Vol.20 : "Per un samurai una sola parola, detta aproposito è di grande importanza. Questa sola parola rivela agli altri il suo coraggio "
Vol.23 : "Un uomo calcolatore è un codardo, dico questo perché tutti i calcoli hanno a che fare con il profitto e la perdita, e di perdite e di profitti si preoccupa costui"
Vol.25 : "Quando si esaminano gli avvenimenti del passato, si apportano varie interpretazioni e non si può dare un giudizio definitivo. Perciò, è meglio lasciare le cose come sono, quando non si possono capire"
Vol.26 : "Se sei un uomo di energia, le tue parole e le tue azioni saranno sempre conformi alla Via del Samurai e sarai apprezzato dagli altri"
YUKIO MISHIMA
Yukio Mishima ( pron: iuchio miscima ) pseudonimo di Hiraoka Kimitake ( pron: iraoca chimitache ) nasce a Tokyo, nel distretto di Yotsuya, il 14 Gennaio 1925, una giovinezza passata all'ombra della nonna che aveva pretese nobiliari lo portò a vivere separato dai suoi familiari con i quali si ricongiunse solamente a 12 anni; è uno dei
scrittori giapponesi più famosi del mondo, ripetutamente candidato al premio nobel, le sue opere spaziano dal romanzo alle forme di teatro tradizionale giapponese Kabuki e No, definito da Alberto Moravia un conservatore decadente, in Occidente è spesso stato travisato ed etichettato come "fascista".
Si suicidò secondo il rito giapponese del seppuku il 25 Novembre 1970, dopo aver occupato simbolicamente una caserma, poco prima della sua morte consegnò al suo editore l'ultima parte della trilogia "Il mare della fertilità", inoltre uscendo da casa lasciò scritto "La vita umana è breve ma io vorrei vivere sempre". Fù anche fondatore di una organizzazione paramilitare chiamata Tatenokai (pron: tatenocai ) (Associazione dello scudo), di cui ne fu anche organizzatore, che si opponeva al trattato di San Francisco del 1951 che impediva al Giappone di avere un proprio esercito di difesa.
Si suicidò secondo il rito giapponese del seppuku il 25 Novembre 1970, dopo aver occupato simbolicamente una caserma, poco prima della sua morte consegnò al suo editore l'ultima parte della trilogia "Il mare della fertilità", inoltre uscendo da casa lasciò scritto "La vita umana è breve ma io vorrei vivere sempre". Fù anche fondatore di una organizzazione paramilitare chiamata Tatenokai (pron: tatenocai ) (Associazione dello scudo), di cui ne fu anche organizzatore, che si opponeva al trattato di San Francisco del 1951 che impediva al Giappone di avere un proprio esercito di difesa.
Vol.24 : "In ogni cosa esiste un principio e una fine: una volta alzato il sipario sull'azione, si dovrà prima o poi calarlo"





