Musashi Miyamoto (pron:musasci miamoto) nasce nel 1584 nel villaggio di Miyamoto, da cui trae il nome, nella provincia di Mimasaka, a 16 anni nel 1600 partecipa alla battaglia di Sekigahara (pron:sechigaara) dalla parte degli sconfitti... (quindi contro i Tokugawa pron. tochugaua).
E' stato ronin (samurai senza padrone) per tutta la vita, son ben lungi i tempi dell'Hagakure. Afferma di essere stato invincibile , il suo primo addestratore fù suo padre utilizzando il jiitte (pron.:giitte) , lunga spada di ferro, provava avversione per l'igiene e per il bagno oltre ad essere misogeno(considerava le donne inferiore) anche se si sà che ebbe un grande amore, era un esperto combattente, di strategia, ma anche pittore e calligrafo. Scrisse il suo capolavoro Gorin no sho (pron.:gorin no sciò), Il libro dei cinque anelli nel 1645, praticamente alla fine della vita.
Credeva nel superuomo, un uomo con un forte ego, come esperto combattente, fece sua la massima del buddismo zen « Se incontri il buddha (cioè il maestro) per strada, uccidilo » dichiara pertanto di non aver avuto nessun maestro,ed era della concezione che ogni arte doveva condurre all'illuminismo (cioè satori pron.: satori ), quindi anche la scherma. Nel suo libro esprime due concetti:
1. Due cieli:una scuola (la Niten Ichiryu pron.: niten isciriu ): Concezione esoterica di cui dà pochi cenni nel libro, lascia aperto dubbi (modo di scrivere tanto caro in Oriente), potrebbe essere il samurai che come possiede due spade può avere anche due cieli.
2. Due spade: una scuola (la Nito Ichiryu pron.: nito isciriu ):
É molto più chiaro e preciso,
· Il samurai deve usare due spade, quella lunga e quella corta.
· Impara le sue arti alla luce del sole, senza tenere alcun segreto.
· Raccoglie un surplus di forza dall'ombra nei momenti di crisi.
· Il samurai non è un guerrafondaio, ma un uomo che conosce le proprie forze e tenta di misurarsi con quella di un altro.
In breve si può dire che le divergenze con le opere di strategia cinese (ed in primis Sun Zi ) si trovano nel fatto che Musashi afferma che bisogna essere i primi a combattere, che il duello prima si finisce meglio è, e che l'obiettivo finale è la sconfitta dell'avversario, le similitudini si trovano invece nell'affermazione che ogni mezzo è lecito per combattere, e che la strategia d'attacco deve anche dipendere dalla posizione dell'avversario. Oggi il libro è letto moltissimo dai broker di Wall Street che lo ritengono di grande insegnamento per la loro quotidiana "lotta" nella giungla dell'economia.





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