Yamamoto Tsunemoto (pron. iamamoto zunemoto) fù al servizio del daimyou Nabeshima Mitsuhige (1632-1700) (pron. nabescima mizuhighe) del feudo di Saga - clan famoso per essersi contrapposto a quello dei Tokugawa - fino alla morte di esso, dopodiché divenne monaco buddhista con il nome di Jouchou (pron.giuciu) e si ritirirò nel monastero Kurotsuchibaru (pron.churozucibaru) a dodici chilometri da Saga.
Fu proprio in questo periodo che compose, con l'aiuto dell'allievo Tashiro Tsuramoto (pron.tasciro zuramoto) il capolavoro noto come Hagakure (pron.(h)agachure)(che ha il significato di "nascosto dalle foglie" oppure all' "ombra delle foglie"; il titolo completo era Hagakure Kikigaki (pron.(h)agakure chichigachi) che significava "annotazioni su cose udite all'ombra delle foglie") l'opera sullo spirito e il codice del samurai (cioè il "bushido"= via del guerriero) che per centocinquant'anni circolò segretamente fra i samurai. Bisogna ben ricordare che Yamamoto Tsunemoto, alla sua morte, ne aveva chiesto la distruzione, ma il suo allievo Tashiro Tsuramoto disobbedì.
Gli 11 capitoli dell' opera sono una summa delle esperienze di altri maestri, di confucianesimo (come Ishida Ittei pron.iscida ittei), buddhismo zen (eliminazione dell'io, "nulla è necessario"), parlano della morte del samurai come fine e mezzo ultimo e di senso del dovere assoluto di quest'ultimo nei confronti del signore.
Le influenze dell'opera si sono susseguite nel tempo, quando nel 1906 fu pubblicato subì la strumentalizzazione del militarismo nazionalista dell'epoca (bisogna ricordare come il generale Tojo pron. togio alla fine della guerra per discolpare il suo imperatore dalla responsabilità della sconfitta se ne assunse suicidandosi, rispettando quindi lo spirito di assoluta dipendenza dal signore sancito nell'opera), non solo ma influenzò profondamente lo scrittore Mishima Yukio (pron.miscima iuchio ) che ne ha dato anche una sua versione nel libro "La Via del samurai".





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